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Venerdì, 24 Novembre 2017

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Mille anni di storia attraverso le Isole Eolie

Circa 700.000 anni fa, sette immensi blocchi di lava, saldamente ancorati al fondo degli abissi, si innalzavano dal Tirreno nell’era quaternaria, raccontando un’incessante evoluzione geologica giunta fino ai giorni nostri. Lipari è tra le poche località a vantare 6.000 anni di storia ininterrotta.

I primi uomini provenienti dalla Sicilia vi si insediarono agli inizi del IV millennio a.C. (neolitico medio), sviluppando rapidamente la loro civiltà e fondando numerosi villaggi, come testimoniano gli scavi archeologici che hanno portato alla luce antichi insediamenti sugli altopiani del “Castellaro Vecchio” e sulla rocca dell’attuale castello. Divennero, nel tempo, agricoltori, pastori, pescatori e artigiani che ricavavano dalla selce e dall’ossidiana utensili commercializzati in tutto il Mediterraneo. Sulla scia di questo benessere, l’abitato si espanse sul pianoro di contrada Diana.

Con gli inizi dell’Età del Bronzo, le Eolie divennero un’importante tappa commerciale sulla via dei metalli.

Tra il 580 e il 576 a.C. un gruppo di greci di stirpe dorica sbarcò a Lipari per fondarvi una colonia che divenne tra le più ricche di Sicilia. Per difendersi dalle minacce esterne, allestirono una flotta che consentì loro di assicurarsi il dominio del basso Tirreno.


Allo scoppio della I guerra punica, Lipari divenne una strategica base navale ormai sotto il dominio dei Cartaginesi.


Nel 257 a. C.
, le acque delle Isole Eolie furono teatro di un’accanita battaglia navale fra cartaginesi e romani finché, nel 252 a.C., Lipari venne conquistata dai romani che la rasero al suolo dando il via ad un terribile periodo di decadenza.


Durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, Lipari venne conquistata dal Crippa (ammiraglio di Ottaviano), nonostante le fortificazioni di Pompeo, divenendo un’importante base per le successive imprese navali.


Dell’età imperiale si conosce poco e nulla, mentre è dal IV secolo a.C, in età Cristiana, che Lipari divenne sede vescovile. Nella sua chiesa vennero venerate le reliquie dell’apostolo San Bartolomeo, divenendo così un'importante meta di pellegrinaggio.


Del periodo Ellenico-Romano è possibile ammirare numerosi reperti presso il museo archeologico di Lipari.


Nell’alto Medioevo
, l’attività vulcanica dell’isola ebbe un importane risveglio durante il quale si aprirono il nuovo cratere del Monte Pelato (con una conseguente eruzione di masse di pietra pomice) e della Pirrera (da quale fuoriuscì ossidiana in abbondanza).


Nel 839
avvenne l’assedio da parte dei Saraceni che massacrarono gli abitanti dell’isola e violarono le reliquie di S. Bartolomeo. Lipari rimase semideserta per alcuni secoli, fino all’avvento dei Normanni. A loro, nel 1083, si deve l’istallazione di un nucleo di Benedettini che, sotto la guida dell’abate Ambrogio, fondarono il monastero intorno al quale si sviluppò il borgo.


Nel 1340
, Roberto I, re di Napoli, si impadronì di Lipari sulla scia di uno splendore che durò fino al 1540, anno in cui venne saccheggiata dal corsaro Barbarossa.


Riedificata e ripopolata da Carlo V, Lipari seguì le sorti del Regno di Napoli. Di questo periodo si conservano ancora oggi le mura erette dagli Spagnoli nel XVI secolo e le fortificazioni cinquecentesche che inglobano le più antiche, risalenti al XIII secolo, con le loro torri di difesa.

 

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